martedì 15 aprile 2008

Che fatica!

Domenica scorsa, così come da miei propositi, ho provato a fare un allenamento “tirato”. Niente di particolare, ma, nonostante tutto, le sensazioni sono state catastrofiche. Non riesco a correre con facilità (anche a ritmi che per me dovrebbero essere blandi) e sono sempre stanco e dolorante. Ho fatto 10 x 1000 m a 3’16” e 10 x 500 m in 1’34” con recupero da fermo in 1’30”. Ne è uscito un allenamento normale. Probabilmente prima di iniziarlo avrei firmato per terminarlo con questi tempi, dopo ne sono rimasto un po’ deluso. Le cose non vanno affatto bene e correre, più che un piacere, diventa una sofferenza. Bisogna aver pazienza. Questo è quello che mi ripeto spesso. E soprattutto credere che possano arrivare tempi migliori. Un’unica considerazione. Mal comune mezzo gaudio. Dopo aver visto che anche Baldini a Londra non è andato fortissimo e ha chiuso in un modesto (per lui) 2h13’02”.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao Marco, tu sicuramente hai il termometro di quello che stai passando fisicamente, ma se fosse anche un "problema" di testa? Non è che prima eri più libero mentalmente visto il grande impegno della casa? Comunque il tuo atteggiamento mi sembra quello giusto,arriveranno tempi migliori, siamo ad aprile, novembre è ancora lontano, non ti devi rilassare su questo, ma soltanto tranquillizzare, forse una corsetta con un amico molto più lento di te, purtroppo, ti potrebbe aiutare, in bocca al lupo mauro

Marco ha detto...

Caro Mauro hai ragione. Credo che i lavori per la casa siano la vera causa della mia stanchezza, non solo fisica. La mattina quando mi alzo è una vera sofferenza. Ho dolori dappertutto e quasi non riesco a camminare. Inoltre sono sempre stanco e assonnato, nonostante dorma circa 9 ore a notte. Non credo che il problema si risolverà tanto facilmente, soprattutto in vista del Passatore. Ma so bene che l'obiettivo è un altro e c'è molto tempo ancora davanti. Non ti preoccupare che non mollerò e farò del tutto per essere in grande forma l'8 novembre. Un caro saluto Marco