venerdì 1 agosto 2008

Il ritorno dal mare

Sono appena tornato da tre giorni di mare. Una vacanza breve per cercare di recuperare un po’ di energie fisiche e mentali in vista degli impegni futuri, non solo sportivi. Innanzitutto di lavoro. Agosto sarà un mese pieno di cose (e case) da fare. Poi organizzativi. Infatti in questo fine settimana sarò preso dall’evento La Speta, gara di 12 km interamente in salita organizzata dalla mia società podistica il Gruppo Marciatori Simbruini Subiaco. Io mi occupo in modo particolare, oltre ad altre cose, della fase di raccolta delle iscrizioni e della consegna dei pettorali. Stare dietro a quasi 800 persone vi posso assicurare che non è cosa da poco. Proverò anche stavolta a fare bene sperando di accontentare tutti e sbagliare il meno possibile. Intanto ieri sera, di rientro dal mare, ho fatto un lavoro specifico consistente in 90’ da correre in 6 blocchi da 15’ l’uno in progressione. Partendo da 4’15”, scendendo di 10” ogni blocco ed arrivando all’ultimo a correre in 3’25”. Le sensazioni non sono state negative, ma c’è ancora molto da lavorare. D’altronde il mondiale è ancora distante. A proposito di Mondiale e di Nazionale, durante questi giorni mi è capitato spesso di pensare a quanto successo a seguito dei miei post sul blog e quali sono state le diverse reazioni. Una cosa è certa, le mie denuncie non serviranno a cambiare le cose. Partendo da questo presupposto mi chiedo se il mio pensiero dovesse rimanere tale o ho fatto bene ad esplicitarlo, renderlo pubblico, portarlo a conoscenza di altri? Ho fatto bene a mettere in evidenza qual è la realtà della nostra nazionale o sarebbe stato meglio “lavare i panni sporchi in casa”? Sicuramente le mie dichiarazioni hanno infastidito qualcuno o quantomeno questo qualcuno non se le sarebbe mai aspettate. Ma ciò che mi preoccupa non è questo. Il pensiero più ricorrente è di non essere stato ben compreso, di non essere stato chiaro e quindi di essere stato travisato il concetto del mio pensare. Aver messo di mezzo il discorso economico non mi ha di certo aiutato, perché è stato poi solo questo ad essere preso in considerazione da chi ha espresso la sua opinione, sia positiva che negativa. Tutto è stato ricondotto a ciò. Ma il fondamento del discorso era legato solo al fatto che abbiamo una classe dirigente che del nostro sport e delle nostre fatiche non sanno nulla e nulla le importa. Che non capiscono i sacrifici che facciamo e quale importanza possiamo avere nel mondo della corsa. Quale volano potremmo essere per il mondo amatoriale e per la crescita di un movimento di ultramaratoneti sempre più attenti e numerosi. Nonostante tutto continuano a trascurarci e pensare ad altro. La nostra atletica è morta da tempo. Andiamo avanti con persone oramai “vecchie”, che hanno da tempo superato i 30 anni. Non ci sono ricambi, ma non si fa nulla per incentivare l’attività giovanile e le attività parallele come l’ultramaratona. I pensieri sono altrove, forse intenti a capire il modo migliore per curare i propri interessi.

5 commenti:

giampiero ha detto...

Concordo in tutto!!
Effettivamente quando si parla di soldi le persone tendono a pensare che sia la sola questione da risolvere, certe cose non si comprano con i soldi e a volte non è di questo che si ha bisogno. Ma il fatto stesso che se vuoi essere in Nazionale te la devi pagare da solo, ti fa capire quanto i dirigenti stessi ne comprendano il valore.Chissà che vagonata di parenti si porteranno a Pechino, il mio lavoro mi porta a vedere delegazioni infinite, sopratutto con il calcio. Ma per chi fatica dalla mattina alla sera ci sono solo le briciole, ripeto..non di soldi..ma di considerazione.
A proposito, ci sono tra i convocati persone che hanno dei personali datati 1999 o giù di lì.
Perchè non considerare la mia Jackie Lovari che ha corso il Passatore in 9h41 all'esordio e ha vinto la 50 del Gran Sasso?
Ci vediamo domenica a casa tua, resteremo tutto il giorno a Monte Livata a casa di uno di noi, se riusciamo a fare due chiacchere mi farebbe piacere. Ciao e continua così..picchia duro!!

giampiero ha detto...

Ps..per casa tua intendo Subiaco..non ti preoccupare , non ti mando la torma orange in casa..

Marco ha detto...

Caro Giampiero, grazie ancora per la comprensione e la solidarietà. La tua esperienza mi conforta e mi consola. Per quanto riguarda i metodi di convocazione non voglio entrarvi in merito. Per quanto riguarda domenica non sarebbe stata male l'idea di avervi tutti ospiti a casa mia, l'unico problema è che ci saremmo dovuti stringere un pochettino. Un caro saluto

giampiero ha detto...

E allora se non hai problemi puoi venire a casa nostra, siamo ospiti di uno di noi orange, ognuno porta qualcosa, se porti te stesso ci fai un gran regalo!!

Simone ha detto...

Ciao Marco,avevo letto il post di cui parli, e secondo me a parte i dettagli su cui si puó certamente essere piú o meno d'accordo, sicuramente avevo capito chiaramente lo spirito che ti aveva spinto a fare queste critiche, e mi pare lo spirito di chi vuole semplicemente migliorare il mondo della corsa su lunghe distanze (e perche' no dell'atletica tutta, che pare ne abbia bisogno). Concordo anche su alcune cose, anche se non le vivo in prima persona quindi posso solo immaginare a come voi della 100km le viviate.
Sicuramente c'e' un qualche squilibrio, e i soldi nonostante non siano il punto principale é ovvio che hanno un ruolo, soprattutto quando si inizia a chiedere un impegno di un certo tipo, con ritrovi eccetera. Credo che sia giusto che l'impegno sia serio (anche se non professionistico) da tutte e due le parti, l'atleta di mette la sua parte, la federazione deve fare altrettanto. Altrimenti mi viene da pensare che sarebbe piú onesto non imporre nulla, ed ogni atleta preparato bene si presenta o meno alle competizioni internazionali a suo piacimento.

comunque in bocca al lupo per la preparazione, come dici la 100 degli Etruschi non é vicinissima, meglio avere le sensazioni migliori piu avanti!!!