lunedì 10 novembre 2008

"Al mio campione..." di Serena


Le mie parole sono rare in questo spazio, anche se conosco ogni tua riga e leggo con partecipazione ogni commento, evito di intervenire perché ho la fortuna di averti accanto e di condividere con te ogni piccolo e grande momento di questa faticosa ed entusiasmante corsa che è la vita. Ma la voglia di scrivere è troppa e non voglio aspettare questa sera per confidarti i miei pensieri e poi ho qualche sassolino nelle scarpe…
Uno piuttosto fastidioso è di chi non sa nulla della corsa e dello sport e, dall’alto della sua ignoranza spara a zero con un suo “Bhe… avresti potuto fare di più!” . Ma quando si confonde lo sport con lo zapping televisivo, quando la noia e l’idiozia banchettano allegramente nella mente, quando lo sproposito è l’unico modo per esprimersi, è facile dire cavolate!
Altri sassolini, che mi porto dietro ormai da più tempo e fanno meno male perché ormai si è fatto il callo, è di chi, in questa lunga preparazione per il mondiale, ti ha creato solo nervosismi e ansie che ho cercato invano di sedare convogliandoti su altri pensieri, su altri umori, ma che ora con fermezza voglio contrastare. Che la tua dirompente gioia della vittoria spenga nel silenzio tutte le parole tirate in aria, senza cognizione, da quelli che avrebbero dovuto starti vicino e che un velo di vergogna chiuda le loro sciocche pretese, i loro ingenui obblighi.
Ma ora basta spendere parole per gli altri! Mio dolce campione, chiudi gli occhi e ascolta la tua gara … ha mille voci, le senti? Voci che raccontano infinite sensazioni ed emozioni diverse, attraverso le parole, le foto ma anche attraverso gli sguardi e i sorrisi. C’è la tua voce, quella dei tuoi cari amici, dei tuoi angeli custodi, dei tuoi avversari, di chi ti stima, di chi conosce la cento e sa cosa hai compiuto; di chi ti ama e corre con te, metro dopo metro. Fanno una ricca eco nel tuo cuore che si amplifica e rinforza nelle tue emozioni, che pulsa nelle tue vene e ti scorre in tutto il corpo a ricordarti che: un sogno non si può abbandonare solo perché è difficile, ci fa soffrire o peggio ci fa paura sognarlo … grazie per avermi dimostrato che è così, continua a sognare mio dolce campione e che io possa avere sempre la fortuna di condividere i tuoi sogni…
Tua, Serena

3 commenti:

Monica ha detto...

ho letto questo tuo post serena mentre con un nodo alla gola che si stringeva sempre di piu'. che emozione mi hai dato. l'emozione di sapere che si puo' amare come fate voi, lasciando le ali libere di aprirsi e aiutare il volo dell'altro nonostante le fatiche.
grazie...

Anonimo ha detto...

caro marco. ciò che ha scritto la ''tua'' serena mi sembra scritto con cognizione di causa non conosco i fatti ma mi sembra che chi ha osato criticarti di corsa capisca meno di zero. visti i tuoi ultimi allenamenti non mi sembrava che tu al momento eri proprio al top e neanche vicino alla forma migliore quindi secondo il mio modesto parere come già detto in altri scritti credo che tu abbia fatto non una buona gara ma un ottima e giudiziosa condotta di gara. vai così recupera e riparti il prossimo anno alla grandissima sei forte. un saluto anche a serena pur non conoscendola personalmente. ps.sabato sono dovuto scappare e non ho potuto partecipare alle premiazioni e tu eri sommerso di persone in quel di tarquinia. ciao marco favorito.

Marco ha detto...

Caro Marco, chi mi è stato vicino o mi ha seguito sul blog sa quanto avevo timore di questa gara. Non arrivavo a Tarquinia in ottime condizioni e soprattutto venivo da due brutti ritiri che mi avevano lasciato strani fantasmi nella testa. Arrivare al traguardo era l'obiettivo più bello, ottenere un grande risultato il sogno, giungere alla medaglia l'apoteosi. Forse mi sono fermato tra il sogno e l'apoteosi, ma comunque ho goduto fino in fondo della felicità del momento e questo mi fa stare bene con me stesso. Grazie a tutti quelli che come te mi hanno tifato e suguito. Ti giuro che mi avrebbe fatto davvero piacere abbracciarti. Sar, spero, per la prossima volta. Un caro saluto