sabato 7 marzo 2009

Felice come un bambino

Devo essere sincero. Non conosco molte persone che riescono ancora ad emozionarsi come fossero dei bambini. Mi spiego meglio. Non sono così bravo da poter entrare nel cuore di ognuno per poter valutare il livello raggiunto dai propri sentimenti e così stolto da voler stimare dall’esterno l’interno sentire di ogni persona. Il mio riferimento è più banale e riguarda il modo con cui l’emozioni vengono vissute ed esternate, senza vergogna e timore. I bambini in questo sono dei veri campioni, ma questa infinita virtù con il tempo va via via perdendosi. Subentra la razionalità ed il gioco diventa più difficile e complicato. L’apparenza diventa più importante dell’essere e il mostrarsi “debole” agli impulsi del cuore ci fa credere meno maturi e virili. Così vivere a pieno un sentimento senza barriere e confini, senza paure e timori, senza limiti psicologici diventa difficile. Quasi un’impresa ardua. Eppure così facendo si perde la parte più bella del tutto e tutto assume un sapore diverso. Il motivo principale credo sia da ricondurre alla capacità che hanno queste persone di vivere più intensamente ogni cosa e quindi di saper meglio valutare le emozioni altrui. Sanno entrare meglio di altri in questo delicato campo, proprio perché lo conoscono più profondamente, e sanno meglio di altri regalare gioie ed emozioni. Ed è la stessa suggestione che ha colto me quando ho avuto la fortuna di vedermi recapitato il numero di marzo della rivista “Marathon” da parte del mio caro amico Mauro Firmani. Raccontata così l’esperienza potrebbe apparire sterile, in quanto non si conoscono e non si possono conoscere tutti gli infiniti retroscena. Ma è sufficiente dare due particolari. Il primo riguarda l’importante “traguardo” (o meglio punto di partenza) giunto da Mauro nel diventare direttore editoriale della rivista e con tutto ciò che questo comporta, il secondo riguarda il post-it fattomi recapitare sulla prima di copertina del mensile che recita così: “Sei una delle persone alle quali ho avuto più felicità nel comunicare questa notizia. Grazie di essermi amico. Mauro”. La gioia che ho provato è stata grande. Sapere che ci sono persone che ti stimano profondamente e che fanno del rapporto d’amicizia con te un elemento di privilegio ti fa stare bene. Ti fa esplodere dentro sensazioni meravigliose ed uniche. Ti fa tornare bambino. Non credo si debba aggiungere altro. Tutti coloro che in questo gesto riescono a vederci l’infinito sono tra i fortunati che riescono ancora ad emozionarsi e a sapere emozionare, gli altri non avranno mai ali per volare. Un’ultima cosa: grazie infinite a Mauro per lo splendido regalo ed in bocca al lupo per questa splendida avventura.

1 commento:

ROBERTO ha detto...

BELLISSIME PAROLE CHE CONDIVIDO IN PIENO...ANCHE IO HO AVUTO LA FORTUNA DI CONOSCERE MAURO,PERSONA DAVVERO UNICA.