martedì 6 maggio 2008

Unica!

Unica. Non ci sono altri aggettivi per poter definire la Collemar-athon, gara di 42,195 km che unisce Barchi a Fano nella splendida provincia di Pesaro-Urbino nelle Marche. Ci sono mille motivi per poterla definire tale. Ne elenco solo tre, i più importanti. Il primo, in assoluto, l’ottima ed impeccabile organizzazione messa su da Annibale Montanari e dai suoi compagni, attenti a soddisfare l’esigenza dei tanti appassionati fin nei minimi dettagli e pronti a non far mancare nulla. Il secondo, non di minore importanza, il percorso. Difficile, ma straordinario. Lo scenario delle dolci e verdi colline è incantevole. Il passaggio nei borghi medioevali e nei castelli è un toccante ritorno al passato. L’arrivo sull’azzurro del mare è l’apoteosi. Il terzo, quasi inaspettato, il clima di festa che si respira e l’accoglienza del caloroso pubblico, primi fra tutti i bambini. In Italia non siamo abituati ad incitare chi corre, alla Collemar-athon sembra di vivere in un'altra nazione. Grazie. Per quanto riguarda la mia gara, non c’è molto da dire. Partenza regolare, senza strafare. Chi conosce il percorso della Collemar-athon non si lascia ingannare dai primi chilometri in discesa e dal dislivello positivo di circa 300 m. Passaggio alla mezza in 1h15’40”, al 30° km in 1h48’52” e tempo finale di 2h33’37”. Il crono è senz’altro non entusiasmante, soprattutto se confrontato con quello dello scorso anno di 2h29’59” con un passaggio alla mezza in 1h13’04”. Ma quest’anno la situazione era ed è ben diversa. Innanzitutto quella fisica. Non riesco ad esprimere i ritmi e le mie gambe in questo sono limitate. Poi quella climatica. In diversi punti del percorso c’era un fastidioso vento contrario, che se da una parte leniva la calda giornata, dall’altra ostacolava la corsa. Infine la solitudine. Ho corso solo dall’inizio alla fine, senza stimoli davanti né dietro (troppo distanti). Tutto sommato è andata bene così. Soprattutto se si considera che quello fatto è un ottimo allenamento per l’imminente Passatore. Il prossimo impegno? Il più terrificante e preoccupante. Quello che ti fa perdere il sonno prima per la preoccupazione e dopo per la stanchezza. Sabato prossimo il lungo collinare di 70 km. Almeno credo e spero.

2 commenti:

Andrea ha detto...

Ciao Marco, mi fa piacere che sei arrivato bene in classifica.... ormai siamo pronti per la 100Km. Mi auguro che i tuoi piccoli problemi siano tutti risolti. Ci sentiamo privatamente.......a prestissimo

Anonimo ha detto...

Marco, come al solito condivido pienamente le tue opinioni,percorso, organizzazione e atmosfera uniche,tutto questo rende veramente difficile rinunciare a questa maratona e come si vede dai numeri, sempre in aumento, anche i maratoneti lo sanno.Per quanto riguarda la tua gara,sicuramente il fatto di aver corso sempre da solo può aver influito e comunque non mi sembra sia andata così malaccio....intanto sei Campione Italiano degli Ingegneri ed è già qualcosa...un abbraccio mauro