martedì 20 maggio 2008

Sapere che chi è lì è lì per te

Il Passatore è oramai alle porte. Lo si capisce da mille cose. Ma soprattutto dai mille pensieri quotidiani e dalle sensazioni. Uniche. Ho avuto modo di dirlo più volte. Lo sport fa parte di me e, paradossalmente, non mi emoziona più o lo fa in maniera molto limitata. Non soffro le gare. Non le sento. Non provo timore. Almeno così è per gran parte di esse. Non per le 100 km. Non per il Passatore. Non si può e non è giusto affrontare un impegno fisico e mentale come questo senza avere timori ed incertezze. Farlo potrebbe essere dannoso. Deleterio. Da pazzi. Il Passatore è unico anche e soprattutto per questo. Chi lo conosce lo rispetta. Bene che vada è una sfida che ti vede vincitore, ma con le ossa rotte. Per il Passatore si soffre prima durante e dopo la gara. Prima per gli allenamenti ed i timori. Durante inutile dirlo. Dopo per gli inevitabili postumi che lascia. Sono segni e tracce invisibili che rimangono scolpite in eterno sul tuo corpo e nella tua mente. Per fortuna o purtroppo. Chi lo ha provato lo conosce e lo rispetta. Chi non ha avuto il coraggio di farlo lo ammira. Chi non sente questi sentimenti non potrà mai capire. Non si può percepire e neanche immaginare cosa voglia dire arrivare a vedere nella notte buia le luci bianche della piazza di Faenza. Sapere che chi è lì è lì per te. Che comunque sia andata la gara, essere arrivati fin lì significa aver scritto una pagina bellissima della storia dello sport ed essere considerato un piccolo eroe. E la sensazione è stupenda. Paradisiaca. Eterna.

11 commenti:

Andreadicorsa ha detto...

mi vengono quasi le lacrime agli occhi leggendo le tue parole, non posso prevederlo adesso con certezza ma penso che piangerò se riuscirò a tagliare il traguardo di Faenza, lo sai che sono mesi e mesi che mi alleno duramente per farcela. un conto e' fare una 50km o una 60km un altro conto è fare una 100km, ancora di più il Passatore, che rispetto estremamante! Spero che anche tu sarai là al traguardo ad aspettarmi assieme a quelli che mi vogliono bene

Marco ha detto...

Caro Andrew ti auguro davvero con tutto il cuore di provare questa immensa emozione. Chi sarà lì con te proverà, anche se in modo un pò diverso, le stesse tue sensazioni. La prima volta che ho vissuto l'esperienza del Passatore è stato come accompagnatore di un caro amico. Ha impiegato 10 ore. In piazza non c'era moltissima gente. Ho atteso che tagliasse il traguardo per abbracciarlo e gioire insieme a lui. Ti giuro che quell'emozione è rimasta dentro di me. Sarà una gran festa per tutti. Un caro saluto P.S.: non è detto che debba essere io ad aspettare te, potrebbe accadere il contrario...

fabiodelpia' ha detto...

io faccio parte(al momento)della categoria:"non ha coraggio ma l'ammira", ma è meglio che non lo rileggo questo post.. altrimenti il coraggio viene fuori per forza!!
Ciao Marco.

franchino ha detto...

Ho sempre rispettato i runner di lunga durata, da ragazzino quando uno mi diceva "sono un maratoneta" lo guardavo come se fosse una divinità. Adesso m'inchino rispettoso davanti ad un ultramaratoneta... e quoto Fabio... qua tra un pò s'insinua il virus delle ultra...

Marco ha detto...

Caro fabiodelpià ogni cosa a suo tempo. Ma vedrai che non molto tardi entrerai a far parte della banda dei pazzi, di coloro che sognano di vedere nella notte le luci bianche della piazza di Faenza. Un caro saluto

Marco ha detto...

Caro Franchino essere un ultramaratoneta non vuol dire essere speciali, ma sicuramente molto particolari. Ciò che ci contraddistingue non è soltanto l'amore verso la lunga distanza, ma la capacità di ritrovare ogni volta la forza e la determinazione per tornare a soffrire. Il tutto per raggiungere la gioia di atleta e godere della pace interiore che questa dona. Un caro saluto

franchino ha detto...

Che belle cose che hai scritto Marco! Davvero! Sarà, ma almeno dal mio punto di vista un pò speciali lo siete! Un caro saluto anche a te, ciao!

margantonio ha detto...

ogni anno quando si avvicina Maggio, anzi la fine di Maggio il mio pensiero è inevitabilmente "deviato" verso il Passatore.
Lo è quando devo affrontarlo ma lo è anche quando come in quest'anno non ho avuto abbastanza testa per prepararmici.
Il mio ultimo completato è stato nel 2004, fu una gran bella avventura e ad inizio di anno ero certo che sarei stato sicuramente dei vostri ed invece mi ritroverò ad aspettare i rusultati, i racconti, le emozioni...saranno le vostre ma saranno anche un po' le mie.
Nel 2009 tenetemi un posto a Firenze e spero anche a Faenza.

Marco ha detto...

Caro Margantonio puoi giurarci che per il 2009 ti prenoteremo il posto già da quest'anno. Un caro saluto

graziano ha detto...

Caro Marco,questo tuo scritto racchiude in sintesi tutto quello che io, ma penso tutti quelli che hanno già affrontato il passatore, sento in questi giorni. Grazie per averlo scritto, io non avrei mai trovato le parole giuste. Ho stampato delle copie e,oltre ad averle distribuite ad altri runner che per la prima volta verranno a fare il passatore con noi, le ho "appiccicate" in alcune bacheche dove io lavoro.Tutti che chiedevano ammirati notizie. Grazie Campione

Nikka ha detto...

Mi avete trasmesso tutti le vostre emozioni..grazie :)
Io sono dalla parte di chi vi ammira tantissimo e sarò lì per vedervi...tutti!
ciao

Nikka :)