domenica 27 aprile 2008

Un week end diverso

Doveva essere un week end diverso, estremamente diverso. Un week end all’insegna dei festeggiamenti. Uno su tutti il mio 33esimo compleanno, che poi coincide con il mio onomastico e con la festa della Liberazione. Una bella gara da fare, la 50 km di Romagna e tanti amici da incontrare. Nella realtà diverso lo stato comunque, ma con un altro sapore. Mercoledì sera, quando eravamo già proiettati al viaggio che il giorno successivo ci avrebbe portati a Castel Bolognese, in una visita di controllo ci dicono che Serena deve essere sottoposta ad un piccolo intervento in Day Hospital il giorno successivo. Sicuramente niente di così preoccupante, ma sufficiente a decidere di non partecipare alla 50 km. Giovedì tutto il giorno in ospedale e venerdì un allenamento di simulazione della gara: 50 km su e giù per i miei soliti percorsi. L’allenamento ovviamente non è andato come avrei voluto. Grossa difficoltà nella seconda parte, nonostante i ritmi non eccessivi, e ritiro al 45° esimo in un tratto in discesa per i troppi dolori alle gambe e ai glutei. Sono tornato a casa molto molto sconsolato e con l’idea che correre un buon Passatore sarebbe stata cosa davvero difficile.

Sabato piccolo allenamento di scarico di 9 km in 40’ circa con le gambe non stanche, ma molto affaticate. Domenica sveglia alle 8 e decido di fare una pazzia: ancora 40 km, con le gambe fracassate, a ritmi blandi, e quindi piacevoli da correre, ma su percorsi dalle forti salite e discese, nonché tratti sterrati. Il motivo di tutto ciò è semplice. Sicuramente è vero che non sto attraversando un grosso periodo di forma, ma il ritiro di venerdì l’ho ricondotto a qualcosa di diverso. Alla scarsa capacità a correre su tratti in discesa dopo aver percorso tratti lunghi in salita. E i dolori sono stati solo una conseguenza di ciò. Ma il tragitto di gara del Passatore parla chiaro. E allora?

Allora manca ancora un mese per arrivare a sabato 31 maggio. C’è tutto il tempo per far si che le mie gambe si abituino a questo tipo di fatica. Il tutto a partire da oggi. Fare 40 km con le gambe distrutte su percorsi saliscendi non è stato poi così male. Ne è uscito un bell’allenamento di poco più di 3 ore sotto uno splendido sole ed un venticello gradevolissimo.
Il prossimo appuntamento domenica prossima con la divertente e affascinante Collemar-athon.

domenica 20 aprile 2008

Fratello sole!

Finalmente è arrivato. Dopo un lunghissimo inverno ed un inizio di primavera così così ha fatto la sua comparsa, in uno splendido cielo azzurro, il sole. Sembrerà strano, ma proprio nel giorno della sua prima vera apparizione, le mi gambe hanno deciso di svegliarsi dal torpore che le attanagliava. Certo la condizione non è affatto ottimale, ma già riuscire a correre senza sentire addosso la sensazione di stanchezza e dolore è un buon risultato. Ieri ho fatto un discreto allenamento di 20 km, arrampicandomi sulla strada che conduce a Cervara di Roma (1050 m s.l.m.). Oggi ne ho approfittato per tirarmi un po’ il collo. In linea con quanto deciso nei giorni passati ho dato spazio ancora una volta ai ritmi, correndo i 1000 m. Stavoltà però, a differenza di domenica scorsa, ho voluto condurre un lavoro un po’ diverso: 15x1000 m (con recupero di 1’30” da fermo) di cui uno in falsopiano in discesa e uno in falsopiano in salita. Quelli in discesa sono finalizzati a mettere dentro i ritmi e a dare all’organismo la capacità di spingere in scioltezza. Quelli in salita mi servono per dare forza alle gambe e ai piedi e per mettere sotto stress l’apparato cardiocircolatorio. Infine l’alternanza salita-discesa è buona per simulare le caratteristiche dei percorsi dei miei prossimi impegni: 50 km di Romagna, Collemar-athon e 100 km del Passatore.

venerdì 18 aprile 2008

50 km di Romagna

"BIG FISH: il potere di raccontarci attraverso le nostre storie " di Gonzalo del Moral

“Buongiorno a tutti. Mi chiamo Gonzalo e sono di Siviglia, una bella città nel cuore dell’Andalusia. Sono psicologo e maratoneta, e come Marco, amo la corsa”. Questo è l’inizio della mia storia, del mio racconto personale. Ho deciso di cominciare con il mio nome, la mia città e le mie passioni. Così mi vedo, e così mi faccio vedere dagli altri. Tutti usiamo storie per parlare di noi e del nostro mondo. Desideri, sogni, la vita quotidiana, le paure, ...tutti abbiamo almeno una storia da personificare.

In questi anni della mia vita, usando come mezzo il rapporto umano che si sviluppa nell’ambito della corsa, ho osservato una cosa molto bella. I maratoneti e le maratonete raccontano più storie su se stessi rispetto ad altre persone.

Sono storie dove i personaggi principali sono simili tra di loro, dove i concetti di sofferenza, volontà, sacrificio o dolore indossano i vestiti insieme alla gioia, l’illusione, l’amicizia e, tutti insieme, compongono un puzzle di emozioni, momenti vissuti ed esperienze. Sono storie che raccontiamo a noi e agli altri. Si assomigliano, ma sempre hanno qualcosa di diverso, una qualità che fa diventare quel racconto unico.

Siamo scrittori delle nostre vite, poeti dei nostri vissuti guardati attraverso la corsa. Penso che questa sia una delle cose più belle ed importanti del nostro sport: ci permette di avvicinarci al racconto ideale di noi stessi, alla felicità per quello che siamo e per le cose che facciamo, e sopratutto, ci protegge dal fallimento. Noi siamo specialisti in creare storie positive, storie di nuove opportunità, racconti dove noi possiamo alzarci di nuovo e, almeno, provare il racconto di una storia differente.

Per me la corsa è anche questo, amici ed amiche. E questo pensiero mi permette di essere più libero e godere ogni momento della mia vita, mi dà la forza per fare il passo successivo che mi serve per trovare un nuovo senso alla storia della mia vita.

Un abbraccio grande a tutti e tutte!!

martedì 15 aprile 2008

Senza parole!


Che fatica!

Domenica scorsa, così come da miei propositi, ho provato a fare un allenamento “tirato”. Niente di particolare, ma, nonostante tutto, le sensazioni sono state catastrofiche. Non riesco a correre con facilità (anche a ritmi che per me dovrebbero essere blandi) e sono sempre stanco e dolorante. Ho fatto 10 x 1000 m a 3’16” e 10 x 500 m in 1’34” con recupero da fermo in 1’30”. Ne è uscito un allenamento normale. Probabilmente prima di iniziarlo avrei firmato per terminarlo con questi tempi, dopo ne sono rimasto un po’ deluso. Le cose non vanno affatto bene e correre, più che un piacere, diventa una sofferenza. Bisogna aver pazienza. Questo è quello che mi ripeto spesso. E soprattutto credere che possano arrivare tempi migliori. Un’unica considerazione. Mal comune mezzo gaudio. Dopo aver visto che anche Baldini a Londra non è andato fortissimo e ha chiuso in un modesto (per lui) 2h13’02”.

domenica 6 aprile 2008

La Fiaccola di San Benedetto

Domenica 30 marzo con gli amici del Gruppo Marciatori Simbruini abbiamo dato vita alla Fiaccola Benedettina, manifestazione che si svolge annualmente a Subiaco. La tradizione vuole che l’evento venga fatto il 21 marzo, in concomitanza con l’arrivo della primavera ed i festeggiamenti di San Benedetto, il santo patrono di Subiaco e d’Europa. Ma poiché quest’anno il 21 marzo capitava di venerdì santo, il tutto è stato posticipato a domenica scorsa. La manifestazione prevede il trasporto della Fiaccola Benedettina, attraverso una staffetta podistica, da Norcia (città natia di San Benedetto) a Subiaco (luogo dove il Santo diede vita ai suoi monasteri ed alla regola benedettina “Ora et Labora”) per un totale di 156 km. Partenza all’alba ed arrivo in serata nel centro del paese accolti da applausi e fuochi d’artificio. Io ne ho approfittato per fare il lungo programmato. Sono usciti 36 km su un tratto estremamente affascinante dal punto di vista paesaggistico, ma anche estremamente impegnativo muscolarmente. Ma soprattutto ho colto l’occasione per vivere lo sport che amo in modo diverso, unendolo a percorsi diversi, gente diversa e con spirito diverso. Lo ammetto ho un rapporto particolare con la religione, non sono credente e biasimo molti atteggiamenti della chiesa cristiana cattolica. Ma ciò non toglie il fascino che io provo per questa manifestazione. Ne sono innamorato e la sento fortissimo. E’ come se per un giorno, durante l’arco dell’anno, riabbracciassi la fede e la portassi con fierezza dentro di me. Non so bene cosa sia, ma la sensazione è stupenda e mi fa stare bene. Credo che se un giorno smettessi di correre, troverei comunque la forza per prendervi parte.

I buoni propositi

Sabato 29 marzo, a soli 6 giorni dalla Maratona di Lanciano, ho provato a fare un allenamento piuttosto impegnativo: 10 km a 4’00”, 5 km a 3’45”, 3 km a 3’35”, 2 km a 3’25”, intervallati da un km di recupero di corsa a 4’10”. L’esito è stato piuttosto positivo. Almeno all’inizio. Mi spiego meglio. Dopo la Maratona di Lanciano il giovedì ho fatto una seduta di palestra con corsa calciata e skippata. I miei muscoli ed i miei tendini ne hanno risentito non poco. Venerdì 20 km a ritmo lento. Sabato il lavoro e domenica 36 km. Lunedì non potevo camminare. E così è stato per tutta la settimana. Fino ad arrivare al punto tale da dovermi fermare per dare modo ai miei tendini di riprendersi. Sabato 5 aprile ho provato di nuovo a forzare, ma ovviamente non ho potuto finire l’allenamento. Sento nelle gambe tanta tanta stanchezza, mancanza di ritmi e difficoltà enorme a correre ad andature che per me dovrebbero essere piuttosto facili ed agevoli. Per non parlare dei dolori suddetti. Proprio per tale motivo, stufo di non riuscire più a correre come vorrei, ho deciso di cambiare i miei programmi. Devo avere l’umiltà di capire che non posso correre con facilità ad andature tra i 3’45” e i 3’50” (andature per correre una 100 km ad alto livello) se prima non riesco a correre forte tratti più brevi. Sembrerà paradossale, ma attualmente se provassi a correre un 10.000 metri non riuscirei a farlo sotto i 3’20” di media. Ho provato oggi a fare 10 volte i 400 m: il risultato è che mai sono sceso sotto il 1’12”. Li ho corsi con una media di 1’14” faticando infinitamente. Non è possibile. Bisogna ripartire dal basso per sperare di tornare a correre discretamente. Proprio per questo motivo lascerò da parte gli obiettivi futuri come il Passatore, darò spazio ai ritmi e solo quando avrò di nuovo buone sensazione proverò ad allungare la distanza. Questo non vuol dire che non farò la 100 km, ma solo che proverò ad arrivarci attraverso strade diverse. Se poi l’organismo non reagirà positivamente è possibile che il 31 maggio non sarò a Firenze. Non ne farò un dramma. So bene che per correre a buoni livelli ci vuole tanto tanto sacrificio. Quella fatica che io attualmente non sto facendo, ma che spero di ritrovare nel mese di aprile. Mi conosco abbastanza bene per poter affermare di poter arrivare a correre una 100 km con dei buoni ritmi nelle gambe, un lungo di 70 km tre settimane prima della gara e una media di 90 chilometri settimanali. Almeno questo è il menù della mia prossima sfida. Spero vada bene.

venerdì 28 marzo 2008

www.justgiving.com/richardwhitehead08 di Mauro Firmani

Carissimo Marco, eccomi qui, dopo la mia prima e-mail di dicembre, a dare seguito a quella bellissima e incredibile emozione che mi ha procurato, anzi ci ha procurato, visto che parlerò anche a nome di Gianluca, mio amico-compagno d'avventura, correre con e per Richard Whitehead. Ho riflettuto un po’ prima di decidermi a scriverti, essenzialmente per due motivi, mentre il primo è stato quasi subito superato, avevo paura si potessero fraintendere queste righe con il voler essere ancora presente...e il secondo non ancora risolto invece perchè mi è veramente difficile descrivere a parole tutte le emozioni provate in questo periodo, non soltanto nel giorno della gara. Del resto come è possibile descrivere l'emozione nel ricevere, mentre si fanno gli ultimi regali natalizi, la telefonata di un amico che in quel momento rappresenta la Maratona di Roma e ti chiede di fare il pacer ad un ragazzo disabile, bi-amputato, per cercare di battere il suo record personale e record del mondo? Come è possibile descrivere l'emozione di dover scegliere un compagno fra tanti amici che lo avrebbero meritato? Come è possibile descrivere l'emozione nel sapere che una scolaresca, per merito di una grande professoressa, sta facendo una ricerca proprio su quell'atleta che tu dovrai scortare per 42 Km? E che tu grazie alla sensibilità di quell'amico che ti aveva chiamato riesci a far incontrare la scolaresca con l'atleta? Come si può descrivere l'emozione nel vedere che a tale incontro abbiano voluto partecipare, anche a costo di sacrifici, alcuni tuoi amici-compagni di società? Come è possibile descrivere l'emozione degli allenamenti fatti con i compagni parlando di quello che ti aspetterà? Come si può descrivere l'emozione di correre sul tapis-roulant a migliaia di km da casa 3 giorni prima della gara e piangere "soltanto" pensando e focalizzando il momento in cui si sarebbe tagliato il traguardo con quell'atleta? Come è possibile descrivere l'emozione nel vedere il viso della persona più abituata ai pacer e alle loro emozioni bagnarsi di lacrime mentre ti ascolta descrivere il tuo stato d'animo all'expo della maratona? Come è possibile descrivere l'emozione di arrivare alla partenza dopo l'ennesima notte troppo corta, 3 ore la media dell'ultima settimana, avere accanto Richard, Gianluca, il pacer designato, e dietro l'amico che in un recente passato ti ha prestato le sue carrozzine per "correre" le ultime due maratone del Brevetto dei Nobili della rivista Marathon? E l'emozione di sentire in quel contesto la musica di Momenti di gloria e avere le lacrime sul viso? E quella delle centinaia di maratoneti che una volta raggiuntici continuavano a dimostrare il loro affetto e partecipazione tutti almeno con un gesto o una parola? E l'emozione di vedere Richard con grandissima forza rispondere a tutti, maratoneti e spettatori sorpreso anche lui della sua fama? E come è possibile descrivere l'emozione nel vedere i tuoi compagni di squadra così coinvolti, partecipi e forse orgogliosi prima e durante la gara, anche chi non ha potuto gareggiare, ma forse proprio per questo anche più importante? E l'emozione di sentire boati ad ogni piazza che i top atleti si sognano, fino a quello incredibile di piazza Venezia del 35 km, forse da me vissuto e sentito in maniera particolare perchè arricchito dal sorriso e dalle urla delle mie 3 donne? E come è possibile descrivere l'emozione nel sentire che il tuo amico pacer ti sta per abbandonare sfinito, provato dal peso di tutto questo e dal suo gran lavoro al 40° km e non poter rallentare perchè a quel punto il record era a portata di mano, anche grazie a lui, e sempre più incredibile? E l'emozione di arrivare ai Fori Imperiali e tagliare quel traguardo tanto sognato, baciare in fronte quel grande uomo e mettergli, come doveroso e mia usanza quando sono pacer, la medaglia al collo? E l'emozione di assistere alla sua intervista, di essere intervistato a mia volta, e sentire l'acqua gelida di una intera bottiglietta che grazie a Richard mi colava in testa? E l'emozione di vedere la sera, dopo aver ricevuto decine di messaggi, telefonate e attestati di stima, la propria intervista al TG1 dopo un servizio molto bello su Richard, l'eroe di giornata? E l'emozione di vedere i propri familiari piangere con te nel leggere alcune e-mail ricevute dalle tante belle persone di cui sono fortunato e orgoglioso amico? Come vedi caro Marco non è molto semplice descrivere tutto questo, forse ci sono riuscito ugualmente dando questi "flash" che ho facilmente tirato fuori dalla mia mente e dal mio cuore, che come dice Gianluca, non abbiamo bisogno neanche delle foto ,e dove rimarranno indelebili per sempre. Oltre tutto questo rimane però anche il rammarico, testimonianza comunque della grandezza del vissuto, che nessuna altra gara mai ci potrà coinvolgere e travolgere come ha fatto questa. Marco un grandissimo grazie per il tempo che mi hai dedicato, per le tue belle parole e per la stima che mi hai dimostrato, qualche lacrima era anche per questo Mauro P.S.: Dimenticavo forse la cosa più importante, Richard è testimonial di una raccolta benefica a favore di una fondazione che aiuta i familiari dei malati di cancro, quindi se qualcuno volesse dimostrare la propria ammirazione verso questo grande ragazzo dopo averlo fatto domenica a voce, lo può continuare a fare andando sul sito www.justgiving.com/richardwhitehead08, grazie Mauro


martedì 25 marzo 2008

Aspetti tecnici Maratona dei Borghi Frentani



Maratona dei Borghi Frentani

Com’è andata la Maratona di Lanciano? Le impressioni sono molto positive. Gli organizzatori ci hanno messo davvero l’anima per organizzare un evento che avrebbe meritato molti più arrivati dei 122 giunti al traguardo. La colpa è sicuramente da addebitarsi un po’ alla giornata di maltempo che ha imperversato sulla parte del Tirreno e dell’Appennino, bloccando molti atleti che provenivano dalla Capitale e dalle zone limitrofe, un po’ dal cambio di data e da un riposizionamento nel calendario in un periodo stracolmo di gare, quasi in concomitanza con due maratone dai grandi numeri come Roma e Treviso. Nonostante tutto la soddisfazione degli organizzatori e degli atleti alla fine è apparsa evidente a tutti e il proposito è di rivedersi per la seconda edizione nel dicembre di quest’anno. Per quanto riguarda la mia gara posso dire di essere soddisfatto. Il percorso è piuttosto impegnativo. Una prima parte vallonata, poi falsopiano in discesa fino alla mezza maratona, giro di boa e ritorno verso Lanciano su tratti di salita a volte anche troppo impegnativi. Fortunatamente gli ultimi 5-6 km sono di nuovo in falsopiano in discesa e se hai le gambe spingere è un vero piacere. L’arrivo è trionfale lungo il vialone del Corso di Lanciano. Ieri la fortuna ha voluto che ci fosse vento sfavorevole nella prima parte, quasi a voler limitare la voglia di correre forte in discesa, e favorevole nella seconda, utile per ricevere una spinta nelle salite più impegnative. Personalmente ho sofferto molto nella prima parte per le gambe dure e difficili da sciogliere. Inoltre mi ha infastidito molto il vento. Nella seconda, quando credevo che sarebbe arrivata la crisi, sono invece riuscito a correre più sciolto e nel finale a spingere piuttosto bene. Il passaggio alla mezza è stato di 1h13’37”, il crono finale 2h31’08”. Un dettaglio non da poco. Il mio Garmin, che attualmente non ritrovo e spero di non aver perso, all’arrivo segnava solo 40,88 km. La mia sensazione è stata di una Maratona dalla lunghezza regolare e l’impressione che ci siano stati problemi con l’aggancio dei satelliti. Spero di poter trovare una conferma analizzando i tabulati del mio Garmin, quando e se lo ritroverò, o leggendo la testimonianza di qualche altro partecipante alla gara. Alla prossima.

domenica 23 marzo 2008

Ancora Strasimeno

Tratto da Prima Stamp@ del 14 Marzo 2008

Buona Pasqua

La mia Pasquetta sarà all’insegna della corsa. Parteciperò, infatti, alla Maratona di Lanciano. E’ la prima volta che mi capita di fare una gara il lunedì dopo Pasqua. Spero davvero di non essere troppo appesantito dai cibi che mangerò oggi. Scherzi a parte, sarà una buona occasione per stare in compagnia di persone che amano la corsa e scambiarsi gli auguri. Inoltre, clima permettendo, avrò la possibilità di testare la mia condizione sui 42 km. Dopo la Strasimeno non ho fatto molto e ho dato priorità al recupero fisico. Non credo di avere i ritmi per poter correre molto forte, ma l’importante è correre. La preoccupazione più grande sarà il cielo. La speranza è che non piova e faccia freddo. Non amo correre sotto la pioggia, ma in queste occasioni non si può scegliere. Nell’attesa allontanerò i brutti pensieri godendomi il pranzo di oggi e augurando a tutti una Buonissima Pasqua.

lunedì 17 marzo 2008

Siamo noi

Non è vero che siamo un popolo di “pallonari”, amanti del calcio e delle partite ad ogni costo. Non è vero che riusciamo ad emozionarci solo per un gol della nostra squadra del cuore. Non è vero che andiamo allo stadio per fare a botte. È vero che i tg non riescono a parlare d’altro. È vero che la Domenica Sportiva è in realtà la Domenica Calcistica. È vero che Ibraimovic (credo si scriva così) guadagna 30.000 euro al giorno. È vero che intorno al pallone girano milioni di euro. Ma le emozioni che si hanno correndo, che si provano praticando questo splendido sport così semplice perché frutto di gesti istintivi, sono uniche. Provatelo a chiedere ai bambini delle scuole elementari (ed ai loro genitori) che ieri sono stati coinvolti, attraverso il Progetto Lazio, nella stracittadina della Maratona di Roma. Non avevano mai provato nulla di simile. Non esiste nessuno sport che ti dia la possibilità di partecipare ad un evento insieme ad altre 50.000 persone ai piedi del Colosseo. A sentirti parte di un serpentone fatto di mille colori, mille volti, mille pensieri, ma un unico modo di vivere la felicità. Incredibile a dirsi ma tutti a fine “gara” avevano un solo desiderio: partecipare di nuovo a qualcosa di simile. Mettere su un altro evento di questo genere per rivivere una così bella giornata. O provatelo a chiedere all’amico Mauro Firmani che ha accompagnato per i 42 km Richard Whitehead, atleta disabile che per correre fa ricorso a delle protesi. E nonostante tutto ha impiegato solo 3h39’ stabilendo il nuovo record del Mondo della propria categoria. Provategli a chiedere cosa significhi poter condividere la passione, il timore, la fatica e la gioia di Richard. Sarebbe un fiume in piena, come le emozioni che ha provato. Non siamo come ci descrivono. Non facciamo parte di una squadra che deve distruggere la rivale. Siamo un unico gruppo che gioisce per le performance altrui. Che è pronto a dare una parola di conforto all’avversario per incitarlo in un momento di crisi. Siamo orgogliosi di essere l’uno amico dell’altro. Siamo noi.

sabato 15 marzo 2008

Quadrifamiliare a Fiano Romano

L'immagine a fianco mostra uno degli ultimi miei lavori. E' il calcolo strutturale di una casa quadrifamiliare sita a Fiano Romano (RM). La struttura è completamente realizzata in cemento armato e si sviluppa su due livelli. Nel piano seminterrato trovano posto garage e cantine, mentre al piano terra gli spazi abitativi: soggiorno-pranzo, camere da letto e bagni. L'inizio lavori è previsto nei prossimi giorni. L'ultimazione quest'estate.

W la Sicilia

Questa immagine mi è stata inviata dall’amico siciliano Franco Mura. Il suo titolo è “Palermo al lavoro”. Che dire? Solo che non sono riuscito a trattenermi dal metterla sul blog. W la Sicilia e tutti i siciliani, o quasi tutti. Ciao Frank

venerdì 14 marzo 2008

La mia favola

Qualcuno che mi conosce molto molto bene, dopo la Strasimeno, mi ha “accusato” di mostrare, durante le gare, poca cattiveria agonistica, di non essere pronto a superare me stesso per superare l’avversario, di mollare troppo facilmente, di non crederci fino in fondo, di tirarmi indietro quando il gioco si fa più duro ed impegnativo. E’ la verità, senza alcun dubbio. Ma quali sono le cause? Quali le motivazioni? Sono sempre stato così o sto cambiando in questi ultimi anni? In questa settimana post Strasimeno ho avuto modo di riflettere su tutte queste domande ed ho cercato di dargli una risposta. Probabilmente in passato non sono stato così. Intendiamoci non sono stato mai un “cattivo”, ma sicuramente me la prendevo di più per un risultato mancato o per un avversario che mi arrivava davanti. La mia gara assumeva importanza in funzione del cronometro e della posizione in classifica. Attualmente no. Perché? E’ un discorso di maturità od altro? Il passare degli anni ha una qualche incidenza? Sicuramente non conta l’età, tanto meno i tanti anni di sport agonistico. Credo invece che ci sia una motivazione su tutte, vedere l’atletica come una bellissima parte della mia vita, ma comunque come una parte. Sono estremamente impegnato in mille altre cose, in particolare il lavoro. Mi reputo fortunatissimo perché riesco a fare ciò che mi piace togliendomi un’infinità di soddisfazioni. Molte volte preferisco correre un po’ di meno, piuttosto che rinunciare al lavoro. Negli ultimi anni questo aspetto si è andato via via più accentuando e mi ha portato a ridurre drasticamente gli allenamenti, sia qualitativamente che quantitativamente. Mi rendo conto di dover essere comunque contento perché riesco a rimanere a buoni livelli nella corsa nonostante ciò. E paradossalmente proprio ora sto raccogliendo i risultati migliori. La felicità di domenica per il terzo posto è infinita perché so che chi mi è arrivato davanti, ma anche moltissimi di quelli che mi sono arrivati dietro, per raggiungere quell’obiettivo hanno faticato ed investito molto più di me. Ci saranno in futuro momenti diversi? Momenti nei quali l’atletica ritornerà ad essere prioritaria? Non lo so, ma credo di no. Anche perché in questa mia condizione ci sto una favola!

Ancora Strasimeno!

martedì 11 marzo 2008

Quanta felicità?

Raccontare una 58 km non è cosa da poco. Ci vorrebbe molto tempo e si avrebbe l’imbarazzo della scelta sulle cose da dire. Si potrebbe parlare dell’aspetto più propriamente tecnico, dell’ante e post gara, delle sensazioni, delle situazioni, delle aspettative, del risultato e via discorrendo. Ma credo che stavolta ne farò a meno. O meglio l’aspetto tecnico lo si può desumere dalle classifiche e dalla tabella dei tempi al chilometro. Quello che mi preme mettere, invece, in risalto è un’altra cosa, forse banale, ma vitale: la felicità! Si può essere felici e gioiosi nel giorno in cui arrivi terzo e l’ambizione più grande era la riconferma del primo posto delle due edizioni precedenti? Si, forse paradossalmente, ma la risposta è questa. E di che cosa si può esserlo? Il discorso sarebbe lungo, ma proverò a sintetizzarlo. Chi ha avuto modo di correre al mio fianco in gara o scambiare qualche battuta subito dopo l’arrivo avrà notato una costante nei miei pensieri, il mettere in risalto la fatica psicologica, più che fisica, che incontro in gare di questo tipo. Mi trovo sempre più spesso ad esternare, anche mentre corro, di voler smettere, di volermi fermare, di non voler andare avanti. A faticare è la mia mente, non sempre il mio fisico. Nella vita quotidiana non sono in grado di fare una stessa cosa per 3h39’40” di seguito, senza interruzioni. Anche quando lavoro 12 ore al giorno è sicuro che almeno 2 sono dedicate ad altro, a piccole pause che ti danno la carica per andare avanti. Nella corsa ciò non è possibile. Lo accetto, ma ne soffro. Se giocassi a calcio, a basket, a rugby e così via, sarebbe diverso. Nella corsa non si può. Va bene così. E allora lo stimolo da cosa arriva? Cosa mi spinge ad andare avanti, a prendere parte a sempre e comunque alle gare? Mille cose positive senza le quali starei male. Farne un elenco sarebbe impossibile, troppo lungo e non esaustivo. Ciò che avverto è una sorta di benessere, non solo fisico, ma mentale. Non riesco ancora a capire bene da cosa arrivi. Forse dal contesto, forse dal relax post gara o forse dalla consapevolezza che nasce dall’aver fatto ciò che “dovevo”. E’ una sorta di pace mentale, l’essere a posto con la coscienza. Che poi si tramuta in benessere interiore e sfocia nella felicità! Ed è quella felicità che ho provato domenica e alla quale non sono ancora in grado di rinunciare!

lunedì 10 marzo 2008

Strasimeno

Come è andata la gara lo racconterò quando avrò un po' più di tempo.

venerdì 7 marzo 2008

Ormai ci siamo!

Ormai ci siamo. Mancano davvero poche ore al primo appuntamento importante della stagione. La 60 km del Trasimeno, meglio conosciuta coma Strasimeno. Le sensazioni sono quelle solite. Un misto di entusiasmo e di paura, il tutto condito da un pizzico di curiosità. L’entusiasmo deriva dal piacere di confrontarsi e misurarsi ancora una volta con una distanza così particolare come questa. Una 60 km non è né una maratona allungata, né una 100 km accorciata. È una 60 km e basta. I ritmi sono abbastanza forti da farti arrivare alla fine distrutto. Soprattutto se l’impegno si presenta ad inizio stagione, con un lungo inverno non ancora completamente alle spalle. La paura è inevitabile che ci sia e derivi dall’incertezza di aver fatto tutto per il meglio. Mancano i test importanti per capire a fondo quale sia la condizione del momento. Partire ad un ritmo più elevato di qualche secondo potrebbe voler dire arrivare alla fine con il fiato corto e le gambe distrutte. Fatto da evitare in ogni caso, ma soprattutto quando si hanno da affrontare lunghi rettilinei e salite impegnative nel tratto finale. La curiosità, inutile dirlo, è legata alla volontà di sapere se si è all’altezza delle scorse edizioni. Se nonostante il passare degli anni si è ancora in grado di correre forte e magari migliorarsi. E anche di vedere la condizione degli amici-rivali. Allora buona gara a tutti.

www.paolasanna.it

Finalmente anche l’amica ultramaratoneta Paola Sanna è sul web. Da qualche giorno è infatti on line il suo sito ufficiale www.paolasanna.it. Completamente realizzato e curato da lei, è ricco di ogni curiosità ed informazione che la riguardi. Inoltre ci sono foto e video delle diverse gare a cui ha preso parte. Presto provvederà a mettere in linea anche un blog con il quale tenere “aggiornati” tutti gli appassionati della corsa di lunga distanza sulla sua vita quotidiana e sugli impegni sportivi. Il fatto che sempre più specialisti delle 100 km realizzino siti è estremamente importante. Questo dà la possibilità di far crescere il movimento, ma soprattutto far avvicinare a questo meraviglioso sport tante persone scettiche. Attraverso la visita dei siti tutti possono comprendere che per poter correre così a lungo non è affatto necessario essere dei super campioni, ma è sufficiente tanta buona volontà e molta molta costanza. Allora benvenuta nel web Campionessa.

domenica 2 marzo 2008

32 km variati

Ancora una bella giornata di primavera, caratterizzata dal sole alto nel cielo ed il clima mite, ed ancora un allenamento in vista della Strasimeno e delle maratone che verranno. Sono stati 32 km di pseudo-pianura, sul solito andirivieni di 4,0 km. Per un totale di 2h00’15” ed una media finale di 3'45". Ho strutturato il mio lavoro in questo modo: 4 km di riscaldamento + 3 x (4 km a 3’30” + 1 km a 4’00” + 2 km a 3’45” + 1 km di recupero) + 4 km a 3’30”. Ancora una volta, dopo i 50 km di sabato scorso, posso dire di essere soddisfatto. L’aspetto più positivo sono i 3x4000 m ampiamente sotto i 3’30” e l’ultimo a 3’23” di media. Sono sicuro che se avessi fatto solo questi in un allenamento, tipo 4x4000m con 1 km di recupero, i tempi non sarebbero stati molto diversi. Adesso non mi resta che scaricare un pochettino per domenica prossima e pregare il Cielo che mandi una giornata di sole e senza vento.

25 Febbraio - 2 Marzo

Resoconto allenamenti dal 25 febbraio al 2 marzo 2008:
- 25: corsa lento 14 km 60';
- 26: corsa lento 18 km 80';
- 27: corsa lento 18 km 80';
- 28: corsa lento 9 km 40';
- 29: corsa lento 18 km 80';
- 01: corsa lento 12 km 60';
- 02: corsa lungo 32 km variati 125'.

venerdì 29 febbraio 2008

Maratona del Salento d'Amare!

Tratto da PrimaStamp@ del 15 febbraio 2008

Benarrivato Marco!

La giornata di ieri è stata una di quelle indimenticabili, che non scorderai facilmente e magari, fra 30 anni, ti ritroverai a raccontare nei minimi particolari. Con il gusto, però, di aggiungere passioni, impressioni e sentimenti che solo lo scorrere del tempo e degli eventi può darti. Trovandoti a parlare con chi oggi è il protagonista della festa, ma che può interagire con te solo per la gioia che ti dona. Non può dialogare, farti un cenno convenzionale o stringerti con un abbraccio. Ma nonostante tutto riesce a farti sentire felice. A donarti la serenità. A sperare in un mondo migliore per il bene di tutti. La stella ed il protagonista di tutto ciò è Marco, un bellissimo bambino di 3,9 kg e 54 cm di lunghezza venuto alla luce ieri. A “creare” questa magnifica creatura è stato l’Amore di Ivan e Marianna (sorella di Serena). La speranza è che la vita gli sia lieve, per ogni cosa. Che il Cielo gli possa donare ogni felicità. La certezza è che avrà comunque vicino delle splendide persone che cercheranno di proteggerlo ed insegnargli il giusto cammino. Benarrivato Marco-lino!

mercoledì 27 febbraio 2008

Questa non la sapevo!

Tratto dal sito www.100kmdelpassatore.it

19 novembre 2007
LA 100KM DI CENTO CHILOMETRI ESATTI!

E' allo studio, in questi giorni, la variazione del percorso della 100Km del Passatore all'interno della città di Firenze per portare la lunghezza finale del percorso a 100Km esatti. Ricordiamo che nell'ultima misurazione effettuata dalla Fidal lo scorso luglio la 100Km del Passatore era stata dichiarata 100Km e 828 metri. In questo modo si porterebbe la cento più bella del mondo ad essere ancora più unica grazie ad un percorso di cento chilometri esatti in linea senza circuiti da ripetere. Analizziamo in particolare lo studio effettuato. La variazione del percorso consiste in due parti ben distinte: il taglio di 655 metri tra Piazza della SS. Annunziata e Viale dei Mille e l'avanzamento della partenza lungo Via dei Calzaioli di 173 metri.

Peccato che non si abbiano notizie in merito sul fatto dell'avvenuta approvazione o meno della variazione del percorso. Dico la mia, secondo me sarebbe meglio lasciarlo così com'è sempre stato. Cambiarlo adesso sarebbe un pò come sminuirne il suo fascino.

Benedetta Primavera!!!

Sono 3 le cose che, da qualche anno, mi fanno capire più di altre che la primavera è oramai alle porte. Che tra poco cambierà di nuovo l’ora e ci sarà più tempo per correre la sera. Che non bisognerà più vestirsi pesanti perché fuori è freddo. Che si potrà riabbracciare l’ebbrezza dell’aria calda sulla pelle. E queste sono lo sbocciare delle mimose lungo le strade dove mi alleno, le temperature più miti e l’approssimarsi della Strasimeno, l’ultramaratona di quasi 60 km che si svolge ogni seconda domenica di marzo oramai da qualche anno. Forse sembrerà banale, ma è davvero così. Credo che ci siano poche gare in grado di farmi sentire estremamente emozionato prima di correrle. Non nutro quasi più sentimenti particolari verso le 42 km, mentre mi “eccitano” molto le 100 km e tutte le prove di lunghissima distanza. Tra queste non può certo mancare, appunto, quella che mi ha donato per due anni consecutivi l’emozione della vittoria. So già che quest’anno non sarà facile ripetersi, primo perché ci saranno al via grandi nomi e secondo perché è sempre difficile riconfermarsi. Ma aldilà di questo quello che temo di più e che più mi fa fremere è la paura della fatica estrema, della sofferenza, della voglia di fermarsi e di dire “per oggi basta così”. Conosco abbastanza bene il percorso e so per esperienza che gli ultimi 10 km, bene che vada, saranno difficilissimi. Speriamo almeno che Eolo non si faccia sentire troppo forte, ma, se proprio vuole farci compagnia, che almeno per una volta spiri dalla nostra parte.

domenica 24 febbraio 2008

Il lungo di 50 km

Era inevitabile e necessario fare un lungo di almeno 50 km prima de “La Strasimeno”. Così è stato. Sabato scorso, favorito dalla giornata quasi primaverile, mi sono cimentato nell’ardua impresa. Ho evitato i miei soliti percorsi fatti di salite e discese. Per un unico motivo i problemi fisici, in particolare ai tendini. Sono stati 50 km di pseudo-pianura, su un andirivieni di 4,0 km. Per un totale di quasi 3h e 20’. Sicuramente movimentati. Ho strutturato il mio lavoro in questo modo: 6 km di riscaldamento + 5 x (4 km a 3’45” + 1 km di recupero + 2 km a 4’00” + 1 km di recupero) + 4 km a 3’45”. Ne è uscito un bell’allenamento con tanta tanta fatica, soprattutto nell’ultimo tratto. Spero mi giovi.

10 x 1000 m di domenica 11 Febbraio

18 Febbraio - 24 Febbraio

Resoconto allenamenti dal 18 febbraio al 24 febbraio 2008:
- 18: riposo;
- 19: corsa lento 18 km 80';
- 20: corsa lento 18 km 80';
- 21: corsa lento 14 km 60';
- 22: corsa lento 9 km 40';
- 23: corsa lungo 50 km 200';
- 24: corsa lento 7 km 30';.

11 Febbraio - 17 Febbraio

Resoconto allenamenti dall' 11 febbraio al 17 febbraio 2008:
- 11: corsa lento 6 km 30';
- 12: corsa lento 14 km 60';
- 13: corsa lento 7 km 30';
- 14: corsa lento 18 km 80';
- 15: corsa lento 18 km 80';
- 16: corsa lento 14 km 60';
- 17: corsa 10 x 1000 m rec. 1'30" 14 km 70'.

Il silenzio e "L'infinito"

E’ stata una settimana di silenzio quella appena trascorsa. Una settimana nella quale non ho avuto modo e tempo, ma neanche la forza, per scrivere qualcosa. Gli impegni sono stati, come sempre, tanti. Forse troppi. Strano, ma anche questo fa parte di quel bel-brutto gioco che è la vita. Più passa il tempo e più mi trovo a rincorrerlo. Più passa il tempo e più mi trovo in ritardo. Sempre e comunque. Qualsiasi cosa faccia. Nello sport, negli hobby, nel lavoro, nel rapporto con gli amici, con la famiglia, con Serena, in ogni cosa. Più aumenta l’impegno, più diminuisce il tempo a disposizione. Non ci si può fermare a riflettere, ogni secondo è prezioso. Poi arrivi in alcuni momenti che lo stop è dovuto, forzato, inevitabile. Così come la riflessione ed il silenzio. Così è stato sabato sera quando di ritorno da una splendida serata trascorsa con Serena al cinema, quando tutto ti sembra così bello e felice, quando paradossalmente credi che niente possa scalfire la tua serenità, ecco che arrivano il dolore e la tristezza. Un sms, inviato dall’amico Mario Fattore, mi annunciava che il papà era volato al Cielo. Non voglio aggiungere altro, ogni parola sarebbe limitativa per tutte le altre non spese. Voglio fare solo un regalo a Mario e a suo padre. Voglio regalare una splendida poesia. Forse la più bella in assoluto. Mario saprà capire il perché.

“L’Infinito” di Giacomo Leopardi

Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e rimirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo, ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s’annega il pensier mio:
E il naufragar m’è dolce in questo mare.

sabato 16 febbraio 2008

"Chiedimi se sono felice". "Ammazza!"

Intervista a Valerio Checchi, campione sublacense di sci nordico

“Chiedimi se sono felice”

di Marco D’Innocenti

Conosco Valerio Checchi da quando ero bambino e con lui sciavo sulle montagne di Livata. Il suo fascino è per me irresistibile. E’ riuscito a fare quello che un’intera generazione ha provato. È riuscito ad emergere nello sci nordico, rimanendo però uno dei tanti. Discreto, simpatico ed amato da tutti. Ora più che mai, dopo le splendide vittorie nella Coppa del Mondo e ai Campionati Italiani. La nostra amicizia, è strano, non è fondata sul rapporto, piuttosto fugace e lontano, ma sulla stima reciproca. Sulla consapevolezza di amare entrambi lo sport, quello fatto di fatica e passione. E solo a volte di gloria. L’intervista nasce dalla volontà di scoprire da parte mia gli aspetti più profondi dell’uomo-atleta. Le domande sono poche, sono solo la milionesima parte delle possibili. Ma lo spazio ed il tempo sono limitati, non come la cortesia e la disponibilità mostrate da Valerio. Grazie ancora Campione. E che questi successi siano solo il preludio di mille e più soddisfazioni.

Chi è Valerio Checchi per Valerio Checchi? “Il ragazzo di sempre, estremamente umile e con la testa sulle spalle. Chi mi conosce lo sa bene. Faccio sport per passione e non per essere personaggio”.

Gli ultimi successi ottenuti sono la realizzazione di un sogno o ti consentono di iniziare a sognare? “Entrambe le cose. Fino a qualche anno fa la massima aspirazione era vincere una gara di coppa del Mondo, ora voglio e so di poter puntare più in alto. Magari una medaglia ad una Olimpiade o ad un Mondiale”.

Quale è stato l’elemento che ti ha consentito di fare il salto di qualità? “La tranquillità, legata anche al fatto di aver cambiato Gruppo Sportivo (dalla Guardia di Finanza alle Forestali n.d.r.), e l’affetto delle persone che mi vogliono bene e credono in me”.

Che cosa ti dà lo stimolo di andare avanti nei momenti di crisi? “ La grande forza di volontà e la convinzione di far vedere a tutti quello che valgo. Poi fondamentali rimangono la mia famiglia e gli amici”.

Come si diventa campione? “Innanzitutto ci vuole tanta fortuna. Poi volontà e decisione. Ma non debbono mancare una buona società sportiva alle spalle ed una famiglia disposta ad investire su di te e a fare sacrifici con te”.

Quale cosa ti piace del tuo carattere e cosa cambieresti? “Sono una persona estremamente sincera. Non riesco a trattenermi dal dire ciò che penso e proprio questo, a volte, mi crea problemi con il prossimo. Un lato negativo del mio carattere è la testardaggine e la voglia di avere ragione in ogni occasione. Anche se devo dire che ultimamente riesco a controllarmi un po’ di più”.

Volere è potere? Sempre e comunque? “Parlo per me e soprattutto mi riferisco a questo splendido momento che sto vivendo. Ora credo davvero che volere è potere. Tutto quello che sto raccogliendo in questo periodo è quello che ho desiderato e per il quale ho lottato fin da quando ero bambino. Certo che non tutte le situazioni sono uguali e risolvibili solo con la determinazione”.

Quale è il tuo rapporto con la religione? “Sono super credente, anche se purtroppo, per motivi legati allo sport, non praticante. Vado in chiesa quando ne sento la necessità e comunque tutte le sere prima di addormentarmi non dimentico mai di rivolgere una preghiera al Cielo”.

Sei scaramantico? “Non sono scaramantico perché ho imparato che è una debolezza psicologica inutile. Però ho un gesto che ripeto ad ogni gara. Do una carezza ad un peluche che mi ha regalato la persona che amo, Francesca (con la quale si sposerà a maggio n.d.r.). Non è scaramanzia, ma solo un segno d’affetto e d’amore per una persona a cui tengo molto”.

So che ti piace giocare a pallone, che cosa invidi ai calciatori? E che cosa biasimi? “Non i soldi. Non ho mai dato così tanta importanza al denaro. Invidio solo la loro popolarità, del resto anche troppo eccessiva. Ed è proprio quest’ultima che biasimo. Sarebbe giusto dare più spazio anche ad altri campioni e riuscire a far capire alla gente che il vero sport è quello fatto di sudore e cronometro. Il calcio è solo un bel gioco, anche se devo confessare che sono il primo ad esserne affascinato”.

Che rapporto hai con Subiaco? “Un solo aggettivo, magnifico. Non potrei vivere senza, quando devo ricaricare le batterie l’unico posto è Subiaco e gli amici che qui ho”.

Cosa c’è a Subiaco che non trovi altrove? “La tranquillità e la pace dei sensi. L’affetto e l’amore delle persone a cui voglio bene. I mille ricordi di quando ero bambino”.

Cosa hai provato per la festa che ti hanno fatto a Subiaco? “Dapprima tanta emozione. Poi estrema soddisfazione. Vedere tanti amici tutti insieme a festeggiarmi è stato stupendo. Non nascondo però che il piacere più grande è aver trovato persone che non mi sarei mai aspettato. Mi sono reso così conto di aver fatto qualcosa di importante per lo sport sublacense e non solo”.

Quale è il tuo sogno nel cassetto da uomo e da atleta? “Da uomo, dopo il matrimonio, la gioia di una famiglia felice. Da atleta, inutile dirlo, la medaglia olimpica sopra ogni cosa”.

Cosa non tolleri negli altri? “Nella vita quotidiana la prepotenza. Non si può vivere senza rispettare il prossimo. Così come nello sport, bisogna essere leali. Non si può ricorrere a metodi illeciti per ottenere medaglie e record e rubare emozioni a chi fatica onestamente”.

Che cosa è per te la felicità? “Lo sport in questo non c’entra nulla o comunque è solo una parte del tutto. La felicità è stare bene ogni giorno con le persone che ami. Ogni giorno è il più bello”.

In vista delle prossime gare quanto ti esaltano e quanto ti spaventano i successi ottenuti? “Tutto ciò che è successo è solo un grande stimolo. Nella consapevolezza che sarà sempre e comunque dura primeggiare, ho un motivo in più per andare forte”.

Cosa rifaresti e cosa cambieresti del tuo passato? “Nulla. Mi reputo talmente fortunato che nel bene e nel male rifarei qualsiasi cosa”.

Cosa farai da grande? “Venti anni fa avrei detto il pompiere. Ora mi piacerebbe dedicare tutta l’esperienza accumulata in tanti anni di sport ai giovani”.

C’è la possibilità di vederti a capo e/o come allenatore di un risorto Gruppo Sciatori Subiaco? “Sicuramente. Il passato non si dimentica. Lo sport è una scuola di vita. Vorrei trasmettere tutte le emozioni da me vissute, positive e negative, a tutti i ragazzi volenterosi. Ricordando che lo sport non è solo fatica, ma anche divertimento. E magari poter allenare un nuovo Valerio Checchi”.

Quale è la domanda a cui avresti voluto non rispondere o rispondere in maniera diversa? “Sicuramente quest’ultima. L’unica cosa della quale non posso essere certo è, come per tutti, il futuro. Non so se fra dieci anni le motivazioni saranno le stesse di adesso, ma lo spero con tutto il cuore”.

Quale è la domanda che non ti ho fatto alla quale avresti voluto rispondere? “Chiedimi se sono felice”.

E la tua risposta? “Ammazza!!!”.

venerdì 15 febbraio 2008

Lo sport e San Valentino

È stata davvero una bella giornata di sport quella trascorsa dai ragazzi di Subiaco e Canterano allo stadio comunale di San Lorenzo per la selezione alla stracittadina di 4 km che si terrà il 16 marzo in concomitanza con la Maratona di Roma. Vi hanno preso parte circa 100 bambini appartenenti alle classi quarta e quinta. La prova prevedeva un giro da correre all’interno dello stadio per un totale di 250 metri. La giornata di sole e temperatura mite hanno messo il giusto entusiasmo agli alunni. Così pieno di euforia ognuno ha voluto dare il meglio di sé. Dal primo all’ultimo tutti hanno cercato di esprimersi al meglio. Alla fine solo soddisfazione e gioia apparivano sui volti dei ragazzi. La consapevolezza è di aver organizzato una manifestazione bella da ripetere più spesso. La speranza, nel giorno di San Valentino, è quella di aver fatto innamorare più bambini possibili dello sport.

giovedì 14 febbraio 2008

E' nato!

Ancora un titolo a tema con i due dei post precedenti, ma ancora una volta riferito a qualcosa di diverso. E’ nato il nuovo sito degli ultramaratoneti italiani www.ultramaratona.altervista.org. È stato partorito da un’idea mia e del fiorentino Luca Baroncini, anche se è proprio Luca che lo sta portando avanti e perfezionando in tutti i dettagli. Lo scopo è quello di realizzare un contenitore di siti e blog di persone che praticano o amano il mondo delle Ultramaratone arricchito con notizie, curiosità e consigli di vario genere. Inoltre è disponibile anche un forum da utilizzare come punto d’incontro. L’iniziativa credo sia simpatica e utile per tutti. La speranza è che venga usata e sfruttata come valido strumento per diffondere la nostra passione.

mercoledì 13 febbraio 2008

Speriamo nasca un nuovo campione

Questo post, nonostante le apparenze iniziali derivanti dal titolo, non è in alcun modo legato a quello precedente intitolato “La mia gravidanza”. È invece connesso alla giornata di domani. Infatti con la mia società, il Gruppo Marciatori Simbruini Subiaco, abbiamo aderito al Progetto Lazio realizzato dalla Maratona di Roma in collaborazione con l’Assessorato allo sport della Regione Lazio. In che cosa consiste questo progetto? È un’utile propaganda all’atletica leggera. In particolar modo i bambini di alcuni fra i più importanti centri del Lazio, tra cui Subiaco, verranno selezionati per partecipare il 16 marzo alla stracittadina di contorno alla Maratona di Roma. E proprio nella giornata di domani faremo le selezioni. Parteciperanno circa 150 ragazzi che frequentano le classi quarta e quinta delle scuole elementari. Speriamo che da questo evento nasca un nuovo campione, ma soprattutto che qualcuno s’innamori dell’atletica leggera e che tutti abbiano un bel ricordo di questa esperienza.

La mia gravidanza

Mi sono accorto, quasi per caso, guardando il calendario, che sono entrato nel periodo della “gravidanza”. Un periodo che per gli esseri umani, come tutti sanno, è di circa 9 mesi. Logicamente l’anomalia sta tutta nel fatto che per potervi entrare bisogna essere di sesso femminile. Questo quando si tratta di una gravidanza classica. Ma quando è riferita ad un evento o momento particolare che si dovrà vivere dopo circa 9 mesi allora questo termine assume una valenza doppia e può essere utilizzato a ragione. E’ evidente che l’evento di cui parlo è il più importante, quello su cui finalizzare l’intera stagione agonistica, il Mondiale di 100 km a Tarquinia del prossimo 8 novembre. La speranza è che la gravidanza sia un periodo comunque spensierato e piacevole, senza grossi problemi e/o nausee. E che alla fine di tutto il parto sia indolore, o almeno non devastante, e che lasci un buon ricordo portando tanta gioia.

lunedì 11 febbraio 2008

6 km sul tapis!

Oggi, come abitudine dopo una maratona, ho riposato. Ma al contrario di quanto accade solitamente, ho preferito fare un riposo attivo. In poche parole, dopo la lunga giornata di lavoro passata davanti al mio pc a realizzare il progetto di una fogna (lo so, “è uno sporco lavoro ma qualcuno lo deve pur fare”) verso le 21:00 sono salito sul mio “amato-odiato” tapis roulant e con la televisione davanti agli occhi ho corso una mezz’ora per un totale di 6 km. Niente di particolare, ma le sensazioni sono state piuttosto positive. Probabilmente correre sulla sabbia non è come correre sull’asfalto e miei muscoli ne hanno risentito meno del solito. Domani proverò a fare qualcosa in più, anche se so per esperienza che il martedì è il giorno in cui accuso di più la stanchezza. Inoltre sarà una giornata resa ancor più dura dal fatto che dovrò prendere parte ai lavori di completamento della casa, probabilmente darò la tinta, se mi andrà bene, altrimenti scopa in mano a spazzare.

Un bell'allenamento!

Un bell’allenamento a San Benedetto del Tronto in compagnia di tanti bei amici. Questa la sintesi più degna della giornata vissuta ieri in occasione della 6° Maratona sulla Sabbia. Il dubbio se andare o non andare a questa gara l’ho sciolto solo ed esclusivamente sabato quando ho saputo da Gianni (Lauri), mio amico appassionato di Ultramaratone nonché sponsor della mia società, che avrebbe avuto piacere ad accompagnarmi. Così domenica mattina sveglia alle 6:00, partenza alle 6:30 ed arrivo a San Benedetto alle 8:35. Il tempo di ritirare il pettorale, scambiare due chiacchiere con i tanti amici, prepararsi per la gara e dirigersi verso lo start per la partenza. Un piccolo giro di 2,195 Km e poi altri 5 giri di 8 km l’uno. Un totale di 42,195 Km vissuti sempre in compagnia incitando e venendo incitato dagli amici-rivali. Si perché la cosa più bella di questa competizione sta proprio nel fatto che, oltre a corrersi sulla sabbia ovviamente, non si rimane mai soli e quindi che ognuno ha la possibilità di incontrare tante volte gli altri. L’aspetto tecnico diventa così solo un dettaglio, anche perché fondamentale per tutti è provare un’esperienza diversa e fare un buon allenamento in vista delle gare successive. Dimenticavo il mio crono: 2h44’40”.

4 Febbraio - 10 Febbraio

Resoconto allenamenti dal 04 febbraio al 10 febbraio 2008:
- 04: corsa lento 18 km 80';
- 05: corsa lento 14 km 60';
- 06: corsa lento 18 km 80';
- 07: corsa lento 18 km 80';
- 08: corsa lento 18 km 80';
- 09: corsa lento 14 km 60';
- 10: corsa "Maratona sulla sabbia" 43 Km 170'.